Mer 30 Settembre 2020
ANNO I
23 | Gennaio | 2016

Schengen si/ Schengen no: un’UE sempre meno UNIONE

In queste settimane e ancor più negli ultimi giorni tutti i telegiornali e i giornali parlano di Schengen, questa parola è ormai entrata nelle case di tutti gli italiani e non solo, ma cosa sono questi famosi “accordi di Schengen”?! A cosa servono e cosa stabiliscono?! Perché molti Paesi europei e non solo vogliono abolirli?!

Partiamo dall’inizio: era il 1985 e in una piccola cittadina lussemburghese, precisamente a Schengen veniva firmato il trattato che porta proprio il suo nome. I primi firmatari di tale accordo furono: Francia, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo e Belgio. Questi “patti” vennero firmati fuori dalle normative UE ma ben presto vennero inclusi in quest’ultime con il trattato di Amsterdam nel 1997 e divennero poi parte del trattato sull’UNIONE EUROPEA (meglio conosciuto come trattato di Maastricht).

È facile affermare quindi che in questa piccola città non venne siglato un semplice accordo tra più Stati e successivamente quasi tutti gli altri Paesi UE (fatta eccezione di Irlanda e Regno Unito) e paesi terzi come Islanda, Norvegia, Svizzera, bensì venne istituita un’altra piccola colonna dell’Unione Europea.

Ma a cosa servono questi accordi?! Cosa cambiarono nel concreto per i cittadini europei?

Gli accordi presi a Schengen hanno un contenuto vasto ma semplificabile in vari punti; con questo trattato i cittadini smettevano di essere italiani, francesi, tedeschi… ed entravano di fatto ad essere EUROPEI.

Con tali provvedimenti vennero infatti:

  • Rafforzati i controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen.
  • Aperte le porte alla collaborazione delle forze di polizia e possibilità per esse di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini
  • Coordinati gli stati nella lotta alla criminalità organizzata di rilevanza internazionale
  • Integrate banche-dati delle forze di polizia (il Sistema di informazione Schengen, detto anche SIS).

Schengen fu quindi una svolta storica per lo sviluppo di un’Europa intesa come “Stati UNITI d’Europa”.

Non c’era più bisogno di controlli fissi e sistematici per muoversi da un Paese all’altro e venivano di fatto abolite (per le persone e non per le merci) le famose “frontiere”. Il dispendio di forze dell’ordine prima destinate a sorvegliare i confini dei singoli Paesi venivano impiegati nel rafforzamento dei confini ESTERNI a Schengen così da garantire una maggior sicurezza e facilitare gli spostamenti all’interno dell’UE.

Le persone comuni possono quindi con questo trattato, o almeno dovrebbero poter, viaggiare in Europa più sicuri e con più facilità.

Ma se questo è vero perché ora hanno tutti fretta e voglia di “abolire” questo traguardo che di fatto ha portato solo miglioramenti all’interno di questa Europa che faticosamente tenta di restare unita?!

Innanzi tutto bisogna far chiarezza, molti in questi giorni hanno usato il termine “ABOLIRE” in modo improprio, per poter infatti cancellare questo accordo dall’UE la strada è complicata e lunga essendo esso uno dei trattati fondamento dell’Unione ci sarebbe bisogno del voto unanime di TUTTI gli Stati membri e un iter burocratico per nulla semplice e veloce.

Schengen al suo interno prevede la propria “sospensione” da parte dei Paesi che lo ritengo opportuno, questo processo non può però esser determinato dal singolo Stato che per ragioni di sicurezza o altre NON può decidere di sospendere il trattato con un processo interno e politico. La richiesta formale di tali sospensioni va presentata alla Commissione Europea che valutando le motivazioni può concedere o meno il permesso TEMPORANEO (massimo sei mesi) di Schengen per il Paese che l’ha richiesta. Questo processo è raramente attuato dagli Stati membri e ancor più di rado la Commissione ha dato il via libera a tali richieste che devono dimostrare nelle motivazioni il reale pericolo della propria Nazione tanto da dover “mettere in pausa” gli interessi comuni dell’UE.

La maggior parte dei firmatari di Schengen ha di fatto ovviato tale problema in questi ultimi mesi rafforzando i controlli alle proprie frontiere e facendoli divenire sempre più sistematici e sempre meno a “campione” come di fatto il trattato vieta.

La crisi dei migranti ha spinto infatti molti Paesi (soprattutto del Nord Europa) a “chiudere” i propri confini in maniera del tutto irrispettosa delle norme che regolano l’UE e nei confronti dei Paesi che (come l’Italia) rispettano da sempre tali accordi.

Che senso ha avere delle leggi e dei trattati interni a questa Unione Europea se poi non li si rispetta?!

Non è certo la prima volta che le istituzioni europee non sono in grado di fronteggiare i problemi che inevitabilmente si pongono dinanzi ad essa, la soluzione più attuata in queste occasioni è quella del silenzio. Questo silenzio-assenso fa sempre più pensare ad un Europa meno Unione di quel che ci si vuol far credere.

Il governo Renzi e lo stesso presidente emerito Napolitano nei giorni scorsi hanno scongiurato modifiche strutturali che porterebbero di fatto allo “svuotamento” del trattato d Schengen che manterrebbe solo la forma (come già detto difficile da smantellare) ma che di fatto non avrebbe più alcun senso di esistere.

Come può un’Europa che ogni giorno ci invita a sentirci fratelli, a abolire le barriere e costruire ponti, che è nata su questi ideali e che di questi slogan ha fatto la propria bandiera chiedere di distruggere Schengen tornando di fatto al passato?!

Ma soprattutto perché molti Stati vogliono tutto ciò?

La risposta è più ovvia di quanto si possa pensare, non si tratta di terrorismo poiché con gli accordi vigenti le frontiere ed i controlli sulle persone vengono diminuiti ALL’INTERNO dell’area Schengen e RAFFORZATI SUI CONFINI ESTERNI, quindi l’annullamento del trattato porterebbe ad una MINORE sicurezza verso l’esterno. La verità, già ampiamente dimostrata nei mesi e negli anni scorsi è che l’Europa e molti dei suoi membri come sempre vogliono lasciare in balia delle onde Paesi come l’Italia e la Grecia che di fatto rappresentano i confini naturali ed esterni a Schengen. Sospendendo o addirittura annullando questi accordi non si farebbe altro che evitare a tutti gli stati che non confinano con Paesi esterni a Schengen l’arrivo di profughi.

I migranti entrati in nazioni a loro confinanti o vicine sarebbero di fatto costretti a rimanere in queste ultime.

Con la distruzione di questo trattato non solo viene meno l’idea stessa di UNIONE EUROPEA che sa poco di “UNIONE” ma vien meno anche quello spirito di fratellanza che animò i padri fondatori di questo progetto, che dopo la guerra sperarono di fondare un unico grande Stato che nelle proprie diversità avesse però la forza di combattere contro l’esterno e mai internamente a se stesso. La costituzione di un’UNIONE che faccia la forza nei momenti difficili per i singoli stati, (come è stato nella crisi finanziaria ad esempio della Grecia) , e per l’UE in generale, come dovrebbe essere per la crisi di migranti ma che più passa il tempo più si dimostra essere poco interessata al bene comune e molto più invece ai singoli interessi, dimenticando che l’UE è stata fondata proprio per evitare che i SINGOLI interessi prevalessero di nuovo su quelli della collettività degli stati membri e non solo.

Questo è il messaggio inequivocabile che quest’Europa sta dando ai propri cittadini, è l’esempio più clamoroso e sfacciato di una politica che chiede sacrifici ai propri cittadini senza far NULLA per dare il buon esempio.

Mentre migliaia di persone comuni cercano di salvare vite umane, le ospitano in casa loro e si comportano da CITTADINI EUROPEI , perché questa unione di stati e la rinuncia alla guerra e alla discriminazione ci è stata da sempre dispensata come ovvia e giusta, nei palazzi del potere si dimenticano ,come troppo spesso sta accadendo, i PRINCIPI da cui si è PARTITI.

 

 

 

 

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