Mer 30 Settembre 2020
ANNO I
29 | Novembre | 2015

Puoi comprare la tua salute?

Roma sabato 28 novembre ore 14.00 medici, odontoiatri e pazienti scendono in strada per manifestare contro la riforma della sanità presentata ad Agosto dal ministro Lorenzin ed in via di approvazione.

Questa proposta di legge introdurrà cambiamenti importanti che ricadranno sul Sistema Sanitario Nazionale e soprattutto sui pazienti.

La riforma, al centro di numerose polemiche nei mesi scorsi, ha infatti tra i vari provvedimenti notevoli, e ulteriori, tagli alla spesa sanitaria. Riduzione di costi dovuta in larga parte all’istituzione di una lista di esami clinici “superflui” e quindi non più a carico dello Stato bensì del paziente.

Nemmeno il tempo di vederla attuata e già spopolano nelle maggiori reti televisive e sul web pubblicità di assicurazioni private, che in cambio di un compenso annuo si fanno carico di tutti gli esami esclusi dal SSN.

Questo tipo di cambiamento nella sanità fa subito pensare ai modelli statunitensi in cui ogni cittadino è tenuto ad avere un’assicurazione privata; sistemi riformati dallo stesso Obama nel marzo 2010. Circa il 50% delle bancherotte individuali o familiari negli USA erano infatti causate da spese mediche improvvise e non garantite dallo Stato. La riforma voluta dal presidente americano ha aperto la strada ad un impianto sanitario con una maggior partecipazione statale.

Non è poi così lontano il ricordo del termine “MUTUA”, ancora usato dai più anziani in Italia: questo sistema fu abolito dalla nostra Repubblica meno di 40 anni fa, era il 23 dicembre 1978 la legge n°833 (con decorrenza dal Luglio 1980) aboliva i sistemi mutualistici (o casse mutue) privati per dar vita all’attuale Sistema Sanitario Nazionale.

Non si trattò di un semplice cambio di gestione che dall’INAM (maggiore ente mutualistico italiano) e altri passava nelle mani dello Stato. Questa legge infatti sancì un fondamentale passo avanti del nostro Paese. Il diritto alla tutela della salute, correlato fino ad allora all’essere lavoratore o familiare di quest’ultimo cambiò estendendo tale beneficio a tutti i cittadini.

L’Italia è dunque, dal 1980, garantista in tal senso e non nega a nessuno le cure necessarie coperte dal SSN. Questo l’ha portata ad essere nel 2000 (secondo l’OMS) e nel 2014 (secondo una classifica elaborata da Bloomberg) rispettivamente il 2° e 3° Sistema Sanitario al mondo per l’efficienza di spesa alle cure pubbliche ai cittadini.

Queste garanzie, ormai assodate per noi italiani, e protette dall’art. 32 della Costituzione, rischiano di non essere poi tanto scontate. La riforma che il governo Renzi I ha approvato porterebbe sì al risparmio di 10 miliardi di euro in 4 anni ( come ha affermato lo stesso ministro della salute), ma metterebbe al bando più di 200 esami clinici ritenuti “superflui”.

In attesa di ulteriori dettagli da parte del Ministro Lorenzin mi chiedo cosa renda superflui alcuni esami rispetto ad altri. Come tutti sappiamo la medicina non è certo una scienza esatta né tantomeno statica; i medici non sono creature con particolari poteri di veggenza né supremi stregoni. La diagnosi, tappa fondamentale per l’individuazione della malattia, fa parte da sempre del campo probabilistico; è quindi necessario escludere (con degli esami) alcune patologie per restringere il campo delle possibilità ed individuare il male da curare.

A meno che l’On. Ministro, dall’alto dei suoi studi classici (gli ultimi pervenutici dal suo C.V.) non abbia scoperto un metodo per ridurre a zero l’errore probabilistico e stabilire quindi una data malattia in un dato paziente senza effettuare esami, che sicuramente a volte risultano negativi, ma sono altresì necessari per arrivare alla giusta diagnosi come si può escluderne alcuni?!

Spesso nelle cronache italiane assistiamo ad episodi di malasanità , che troppe volte hanno un esito disastroso. Davanti a tali episodi si aprono inchieste volte ad assicurare che i medici abbiano fatto tutto il necessario, che nulla sia stato trascurato. A riforma applicata sarà poi possibile aprire fascicoli in magistratura che accertino le responsabilità dei dottori?! Sarà possibile chiedere a questi ultimi se hanno eseguito tutti i controlli quando gran parte di essi sono ritenuti “superflui” e a carico del paziente (che spesso non può permetterseli)?! Con un tasso di povertà cresciuto al 6,8% nel 2014 (dati ISTAT) è davvero questa la spinta economica che il governo vuole dare al nostro Paese?!

Quelle assicurazioni sanitarie private, poco presenti o del tutto assenti nel nostro territorio, che oggi ci sembrano del tutto accessorie potrebbero diventare indispensabili. Questo aprirebbe un nuovo business, un mercato su persone disposte a tutto pur di guarire. È davvero su questo che il nostro Stato vuole lucrare? È questa la spinta innovatrice di una riforma che ha tanto il sapore di ritorno al passato?

 

 

 

 

 

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