Mar 7 Luglio 2020
ANNO I
03 | gennaio | 2020

Che cos’è il costituzionalismo?

Il costituzionalismo è quell’insieme di principi politico-giuridici in base ai quali, all’interno di uno stato, si impone la divisione del potere supremo tra vari organi competenti.

 

Si può dunque affermare che il costituzionalismo sia l’esatto contrario dell’assolutismo, che vede concentrato in un’unica persona (il monarca, per esempio) tutto il potere.

 

Entrando ora più nello specifico, il costituzionalismo può essere considerato come una manifestazione della sovranità, elemento fondamentale, senza il quale uno stato non può considerarsi tale.
Pensiamo infatti a come tutti i componenti dello stato (cittadini, organi politici, legislatore compreso)debbano sottostare ad una legge considerata superiore a qualsiasi altro potere costituito all’interno ( e ovviamente anche all’esterno) dello stato stesso. Questa legge suprema prende il nome di Costituzione, che possiamo quindi immaginare come il codice genetico della comunità statale.

 

La Costituzione, o meglio, il suo contenuto, è dato dalla cristallizzazione, avvenuta attraverso un lungo processo, dei principi e dei sentimenti comuni di tutte le parti che compongono una comunità e soprattutto, rappresenta il mezzo supremo attraverso il quale il cittadino trasferisce allo Stato la salvaguardia dei suoi diritti inalienabili (alla vita, alla libertà, alla proprietà), che sono tutelati attraverso vari organi e che non possono assolutamente essere violati. Proprio per questo il costituzionalismo prevede che il potere politico debba essere sottomesso alla legge suprema, che vigila e stabilisce i criteri in base ai quali avviene il suo operato.

 

La divisione dei poteri, come sopra riportato, sta alla base della definizione ma anche della nascita del costituzionalismo, che è figlio di un lungo e tortuoso processo innescatosi con le tre grandi rivoluzioni(quella inglese, quella americana e quella francese) .

 

Dove e quando nasce il costituzionalismo

La prima forma di costituzionalismo si ebbe in Inghilterra nella seconda metà del 1600, quando Guglielmo III di Orange, firmò Il Bill of Rights, documento varato dal Parlamento inglese, che stabiliva i limiti del potere monarchico. Torna utile però sottolineare che tale concessione avvenne in seguito ad una lunga lotta tra Corona e Comuni, quindi di una serie di proteste e malcontenti che affondato le loro radici addirittura nel periodo medioevale.

 

Il costituzionalismo liberale

Nonostante questi antecedenti (sicuramente importantissimi), alla base del costituzionalismo moderno vi sono due teorie di matrice liberale : il giusnaturalismo ed il contrattualismo. Proprio per questo oggi si parla di costituzionalismo liberale .

 

Il maggior esponente della teoria che sta alla base del costituzionalismo liberale è John Locke, che riconosce tre diritti fondamentali ed inalienabili dell’uomo (che abbiamo già citato sopra): il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà privata.

 

Contrattualismo e Giusnaturalismo

Questi sono diritti che l’uomo ha per natura, in quanto essere umano, da qui appunto il nome di giusnaturalismo. Allo scopo di salvaguardare questi diritti, l’uomo li trasferisce per contratto ad un’autorità suprema, che chiamiamo stato. Questo trasferimento, giustifica l’esistenza dello stato stesso e il suo scopo. Ecco quindi cosa intendiamo per contrattualismo.

 

Con il contrattualismo quindi si creano delle carte scritte, che chiameremo costituzioni, attraverso le quali lo Stato istituirà dei meccanismi di difesa dei diritti inalienabili ed inoltre assicurerà un’organizzazione del potere conferitogli dagli cittadini attraverso la separazione in tre pilastri separati ed autonomi: potere giudiziario, potere esecutivo e potere legislativo.

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