Gio 9 Luglio 2020
ANNO I
19 | aprile | 2016

Voto all’italiana

Le aspettative non erano certo alte, chi davvero credeva che il referendum potesse raggiungere il quorum o addirittura il ‘SI’ vincere non era che un illuso. Da qui ad un’astensione così alta però ne passa di acqua; non nascondiamoci dietro ai banali luoghi comuni del “la gente è stanca”, “nessuno crede più nelle istituzioni ” perché nelle amministrative o ancor più nelle politiche non tocchiamo mai questi livelli di astensionismo.

Il vero problema di questo Paese è sempre il medesimo, qualcuno disse “abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo fare gli italiani” beh questi Italiani non sono usciti poi così bene.

Certo la questione toccata dalla consultazione popolare non era semplice da comprendere, e non interessava gran parte delle coscienze, ma al di là del quesito specifico c’è qualcosa di più importante che purtroppo questo Stato continua a non capire.

Ci si lamenta spesso della classe politica che governa, che sia in un bar o in un salotto televisivo, sempre e comunque si dà la colpa a questi politici che ormai distanti da noi tutelano solo i loro interessi. Quando però c’è da esprimere un parere tutti tacciono, nessuno vuol sporcarsi le mani in quella cabina, nessuno si tinge del grigio della matita, pochissimi vanno ad apporre una croce.

Io ieri sono andato a votare ed ho votato SI, non è certo questo l’argomento di questa mia breve riflessione. Non è infatti importante, a mio parere, che vincesse il SI oppure il NO, ma sarebbe stato importante che l’80% della popolazione avesse votato, magari per raggiungere una percentuale più alta nel quorum che alle prossime amministrative.

Questa utopia sì che sarebbe stato un segnale forte per la classe politica che spesso critichiamo, un voto del genere avrebbe certo suscitato una piccola riflessione in quei signori a Montecitorio o Palazzo Madama. Dimostrare che non andiamo a votare solo per regalare poltrone a qualcuno, che sia il comune o il parlamento, dimostrare che gli italiani non tengono solo al voto di scambio ma esprimono la loro opinione più sul proprio Paese che su una classe dirigente spesso additata come ‘marcia’.

Beh cari italiani, care italiane avete dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza di ciò che dovreste esprimere, di non essere degni dei diritti che i padri costituenti vi hanno concesso, di non credere nelle parole che voi stessi esprimete in piazze, assemblee, TV…

Per coloro che si nascondono dietro ad un “se fossi andato a votare avrei votato NO quindi tanto valeva non andare” beh mi spiace ma non è così, esprimere un’opinione qualsiasi essa sia è di fondamentale importanza in un Paese libero come dovrebbe essere il nostro perché ciò che rende davvero LIBERO uno Stato è proprio la libertà di scelta concessa ai propri cittadini; ma se questi cittadini non esercitano questa libertà?! Beh forse non la meritano.

Una volta ancora,se ce ne fosse bisogno, abbiamo dimostrato che il problema dell’Italia non sono i politici, non è il debito, non è l’ininfluenza sul piano internazionale ma sono GLI ITALIANI.

I partiti politici si sono divisi sulle opinioni di questa consultazione ma certamente tra le tante spiccano due voci autorevoli come quella del Presidente emerito Giorgio Napolitano e del presidente del Consiglio Matteo Renzi, entrambi hanno invitato a non andare a votare; quest’ultimo addirittura ieri a pochi minuti dalla chiusura delle urne ha mandato in diretta TV una proclamazione dalla sala stampa di Palazzo Chigi per far sua la vittoria di questo voto o meglio ‘non voto’, sarebbe bello vedere alle prossime amministrative una tale astensione e osservare, magari confrontare, le reazioni dello stesso presidente del consiglio davanti alla medesima situazione.

Del resto Non possiamo certo biasimarlo è la prima volta che ‘vince’ con il voto/non-voto degli Italiani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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