Gio 9 Luglio 2020
ANNO I
20 | marzo | 2016

Roma, che confusione!!!

Nella primavera che ormai è alle porte in 1371 comuni italiani i cittadini sono chiamati a votare per eleggere le varie amministrazioni e naturalmente il “primo cittadino”. Tra i vari municipi da rinnovare vi sono molte grandi città ritenute in qualche modo “strategiche” dal punto di vista politico, spiccano quindi i nomi di capoluoghi come Torino, Napoli, Bologna e naturalmente tra le più importanti Roma.

La normalità vorrebbe che tutti lottassero fino al termine delle proprie forze politiche e sociali pur di conquistare quella poltrona, inutile nascondere che il primo cittadino romano ha un peso politico non indifferente; la normalità appunto, ma nel nostro amato Paese, di questi tempi nemmeno la consuetudine, di campagne politiche sporche e vili fino all’ultimo colpo di frusta (a cui questa classe politica ci ha abituati), sembra più esser rispettata. Basti guardare Roma e la situazione dei vari candidati che vanno tracciandosi sui diversi fronti per capire che si sta giocando al “CHI PERDE” e non certo al “CHI VINCE”; nella città eterna infatti sembra davvero che nessuno schieramento o forza politica abbia la minima intenzione di prendere il posto di Marino. Del resto come biasimarli, dopo Mafia Capitale chiunque sia il prossimo inquilino del campidoglio dovrebbe dare almeno l’impressione di onestà e certamente questo è chiedere troppo sia a destra che a sinistra (sempre che di destra e sinistra si possa parlare).

 

La domanda che viene più naturale a noi poveri stolti che osserviamo impotenti i giochi di potere è: Perché spingere Marino giù dalle scale del comune di Roma se nessuna forza politica ha voglia di entrarvi?!

La risposta naturalmente non l’avremo mai, troppe solo le variabili bisognerebbe chiedere contemporaneamente alle forze del partito che lo ha scaricato, ai consiglieri che prima lo hanno sostenuto e poi sfiduciato, alla Chiesa che gli ha teso l’ultimo sgambetto e chissà a quanti altri che sono rimasti nell’ombra.

 

Comunque volendo o no qualcuno dovrà sedere su quella poltrona, alla fine di marzo i nomi dovrebbero già esser chiari, i manifesti pronti a tappezzare le strade romane , le piazze occupate dai vari palchetti con rispettivi megafoni e bandiere ma non è così. Nelle piazze della capitale infatti troviamo solo qualche “gazebaria” a sostegno di questo o quel candidato, l’unico accenno di politica è dato dai comitati per il referendum del 17 aprile, ma questa è un’altra storia.

Torniamo a Roma e ai presunti candidati sindaci chi sono?

Eh, bella domanda questa, non è ancora molto chiaro ma cerchiamo di riassumere ad oggi cosa sta succedendo.

 

Partiamo dal Movimento cinque stelle che sembra essere l’unico ad avere un solo e reale candidato il suo nome è Virginia Raggi classe ’78 laureata in giurisprudenza, entrata nel movimento nel 2011. Sembra dunque essere una delle pochissime certezze delle comunali romane, sempre che l’esponente cinque stelle non faccia come la sua collega milanese Patrizia Bedori.

Spostiamoci a sinistra anche qui il candidato sembrerebbe uno solo eletto con le solite primarie Roberto Giachetti nato nel 1961, diplomato al Liceo Scientifico , deputato del PD con doppio tesseramento nel Partito Radicale Transnazionale da cui giovanissimo era entrato come attivista.

Nel centro sinistra però è d’obbligo usare il condizionale perché le sorprese sono sempre stato il loro forte per cui questo DOVREBBE essere l’unico candidato ma c’è l’incognita Marino. Cosa farà il dottore? Si ricandiderà in nome di quell’elettorato che nel marzo 2013 l’aveva prima eletto nelle primarie PD come candidato per Roma e poi portato fino al Campidoglio, lo stesso popolo che ha manifestato quando il sindaco è stato “defenestrato” dal suo stesso partito? Se Marino decidesse di candidarsi con una sua lista civica sarebbe poi definitivamente espulso dal “suo” partito? Questi sono quesiti a cui solo il tempo darà risposte.

Passiamo ora a destra, qui il caos è ancor più evidente non abbiamo ancora ben capito quanti e quali saranno i candidati di questa fazione politica. L’ex cavaliere è sceso in piazza più volte per sostenere Guido Bertolaso ex capo della protezione civile che all’inizio aveva declinato l’invito come Rita dalla Chiesa ma poi al contrario della conduttrice ha avuto un ripensamento sulla via di Damasco per cui i problemi che gli impedivano di assumersi una responsabilità tanto grande sono scomparsi.Questo candidato che sembra esser sostenuto da Forza Italia non trova però l’appoggio di Fratelli d’Italia AN e della Lega Nord che vorrebbero candidare o candideranno (non si è ben capito) Giorgia Meloni nota esponente di destra.

La leader appunto di Fratelli d’Italia AN è però in stato interessante e qualcuno, come Bertolaso e Berlusconi, ha affermato che non si può certo fare campagna elettorale e governare Roma essendo anche mamma, la stessa Meloni aveva inizialmente rifiutato di candidarsi ma sembra averci ripensato dopo la candidatura dell’ex capo della protezione civile.

Sarebbe già complicata così la scelta e soprattutto la comprensione ma non è finita qui, a destra infatti ci sono altri due candidati: Alfio Marchini classe ’65, maturità scientifica noto imprenditore italiano con una storia familiare politica che non si è ben capito da che parte stia , lo stesso Marchini infatti nel 2013 voleva candidarsi alle primarie del PD sempre per Roma ma poi vi rinunciò correndo con una sua lista; questa volta sembrava voler ricevere l’appoggio di Forza Italia, poi ha deciso di candidarsi in una lista civica indipendente ed ora invece sembra essere appoggiato dal Nuovo Centro Destra di Alfano insomma un uomo confuso in una confusione senza limiti. L’ulteriore candidato a destra è Francesco Storace che certo non ha bisogno di presentazioni classe 1959 segretario nazionale de La Destra dal 2008, ex ministro della Salute nel governo Berlusconi III , ex presidente della regione Lazio al centro di numerose inchieste giudiziarie tra cui quella di vilipendio nel 2007 contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la Senatrice Rita Levi-Montalcini.

I giochi, già molto complicati, non finiscono qui gli stessi candidati o leader di partito che li sostengono hanno infatti già espresso la loro preferenza se si dovesse andare al ballottaggio, l’ultimo caso è quello di Giorgia Meloni che in una trasmissione televisiva ha affermato che se si andasse ad un secondo turno di votazioni con i candidati Giachetti e Raggi sicuramente voterebbe la candidata cinque stelle.

Insomma un centro-sinistra avvolto dal mistero Marino sì / Marino no, un movimento cinque stelle apparentemente in vantaggio sostenuto in caso di ballottaggio anche dalla destra o almeno da una parte di essa, un centro-destra/destra più che diviso, in cerca di un quinto nome neutro per riunirsi oppure in corsa con quattro diversi candidati di quattro diverse estrazioni sociali e politiche, voi ci avete capito qualcosa? Io no!

Solo un’ultima domanda oso porre:
In mezzo a tanta confusione e dopo il vergognoso epilogo della vicenda Marino (sindaco eletto dal popolo di sinistra prima e di Roma poi) siete sicuri che qualcuno andrà a votare?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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