Gio 9 Luglio 2020
ANNO I
07 | marzo | 2016

L’Italia che non conta

Tornati a casa da qualche giorno Filippo Calcagno e Gino Policardo sono stati ascoltati a Roma per capire come siano realmente andate le cose in Libia in quella prigione che dal luglio 2015  ha negato loro la libertà; libertà che Salvatore Failla e Fausto Piano non sono riusciti a riabbracciare uccisi ,forse, sulla strada della liberazione ma è davvero così?

Troppi “forse” nelle vicende che vedono protagonista il nostro Paese negli ultimi tempi, troppi dubbi non chiariti e che con il passare del tempo aumentano solo la rabbia di familiari, amici e di noi comuni cittadini.

Gli italiani pongono domande ma le risposte non arrivano mai, Failla, Piano, Regeni, Calcagno e Policardo solo alcune delle vittime di questo sistema confuso che sempre più sta avvolgendo Stati che come la Libia non hanno un governo e soprattutto feriscono Paesi come l’Italia.

Ultimamente la personale opinione di qualcuno che il nostro Stato non sia più preso in considerazione non è poi così personale e pessimistica, anzi sembra proprio che queste parole di delusione si avvicinino sempre più al reale.

 

-L’Italia chiede all’UE un piano per la crisi umanitaria dei migranti che ogni giorno sbarcano e muoiono a migliaia sulle nostre coste e l’Europa non risponde e quando lo fa non tocca certo il problema risolvendolo;

 

-L’Italia chiede spiegazioni e verità all’Egitto per L’OMICIDIO E LE TORTURE su un libero ricercatore che stava soltanto facendo il proprio lavoro e l’Egitto, (che già aveva fatto sparire il corpo del povero Giulio) solo perché i media portano in primo piano il caso, ci restituisce una salma senza alcuna verità, anzi cosa ancor più grave con tante bugie.

Menzogne che fanno ancora più male, ad una famiglia che ha perso un ragazzo senza un motivo valido (sempre che ce ne sia uno per uccidere e torturare un essere umano ancora nel 2016), ad uno Stato come il nostro che si sta facendo prendere per i baffi da un Paese che fino a qualche anno fa viveva ancora sotto dittatura.

 

-L’Italia chiede la liberazione di quattro ostaggi, anch’essi vittime di una guerra di potere senza alcun fondamento né senso (sempre che ci possa essere un senso alla guerra), e la Libia lascia che due di essi vengano usati come scudi umani e muoiano inermi su un terreno di guerra che certo non hanno scelto di frequentare e sul quale certo non avevano intenzione di morire.Gli altri due fuggono (da soli) e il governo di Tripoli, per altro non riconosciuto dall’ONU, invece di affrettare il rientro di questi due poveri uomini privati per mesi della loro libertà senza alcun motivo temporeggia e scatta foto con il loro ministro degli esteri come a volersi prendere il merito di qualcosa che a noi comuni mortali non verrà mai davvero illustrato, una verità che nessuno mai svelerà.

 

Questi solo alcuni degli ultimi clamorosi esempi che vedono protagonista, in negativo, il nostro Paese, quest’Italia che sembra sempre più contar meno.

Vi siete mai chiesti se tutto ciò fosse accaduto a cittadini Tedeschi piuttosto che Francesi senza parlare poi degli Inglesi?!Che cosa sarebbe successo?

L’Europa e l’ONU sarebbero davvero rimaste in questo silenzio vergognoso?

E la NATO con gli USA in testa davvero non avrebbero accennato ad alcuna reazione? Proviamo invece ad ipotizzare che tali episodi avessero visto protagonisti cittadini Russi cosa mai sarebbe potuto accadere?!

Queste sono domande cui nessuno può certamente rispondere ma che insinuano un dubbio non indifferente nelle coscienze dei più; interrogativi che fanno riflettere su quanto questo nostro Stato non solo conti poco all’interno dell’Unione Europea ma anche al di fuori di essa, anche con Nazioni nel caos più totale e senza una reale organizzazione socio-politica.

 

È straziante pensare a quanto poco peso a livello internazionale abbia la nostra Italia, indispensabile quando si tratta di accogliere migranti o gestire azioni militari per la posizione strategica e inutile quando chiede aiuto.

Abbiamo grandi orecchie e grandi braccia per ascoltare ordini e accogliere chiunque ma certo non abbiamo una gran voce per farci ascoltare o quanto meno sentire.

Questo, cari italiani, fa male, ferisce noi comuni cittadini ma distrugge i familiari di vittime ingiustamente privati della propria libertà, della propria vita e soprattutto della VERITÀ.

Qualcuno diceva che la libertà rende liberi ma come si fa ad esserlo davvero se questo nostro Paese oltre a non tutelare la LIBERTÀ dei propri cittadini non dice loro nemmeno la verità?!

Come possono le persone coinvolte in prima o in terza persona avere pace, sempre che essi riescano a ritrovarla mai, se non hanno nemmeno risposte?

 

-Chi e perché ha ucciso Salvatore Failla e Fausto Piano?

– Chi e perché ha ucciso Giulio Regeni?

-Come mai Filippo Calcagno e Gino Policardo sono riusciti a fuggire?

 

Queste sono solo alcune delle infinite domande, dei casi portati alla luce dai media tra i tanti, che non hanno risposte, quesiti a cui lo stato italiano dovrebbe rispondere e ancor prima esigere verità dai Paesi coinvolti.

Siamo stanchi di essere positivi e “sperare” che qualcuno risponda ad alcuni interrogativi, ora siamo adirati e PRETENDIAMO la verità, per chi è morto su quelle terre straniere senza colpe e per chi qui è costretto a piangere quelle vite spezzate.

 

 

 

 

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