Gio 9 Luglio 2020
ANNO I
31 | marzo | 2016

ANDATE A VOTARE!

 

Il 17 Aprile 2016 gli italiani sono di nuovo chiamati alle urne questa volta non per eleggerei componenti di un governo che saranno poi sostituiti da tecnici oppure “governi di unità nazionale” bensì per votare sul così detto “Referendum sulle trivelle”.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza per chi, come noi, ha capito poco o nulla dalle disparate informazioni che arrivano o per chi per la prima volta nella vita andrà a votare.

 

Partiamo dalle basi, che cos’è un referendum?

 

Un referendum, in Italia, è un istituto giuridico contemplato dalla Costituzione in alcuni dei suoi articoli.

Esistono quattro diversi tipi di Referendum:

 

  • Referendum Abrogativo (articolo 75)

 

  • Referendum sulle Leggi Costituzionali (art. 138)

 

  • Referendum riguardante la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove

(art. 132 comma 1)

 

  • Referendum riguardante il passaggio da una Regione ad un’altra di Province o Comuni (art. 132 comma 2)

 

Il voto che siamo chiamati ad esprimere tra meno di un mese è per un referendum abrogativo, il primo in Italia di tale tipologia fu quello del 1974 passato alla storia come “Referendum sul divorzio”, quello del prossimo aprile sarà il 67^ nella storia della Repubblica di tale “categoria”.

Il voto che esprimeremo quindi andrà ad abrogare o meno la norma vigente sulle concessioni di estrazione degli idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa.

Questa consultazione popolare ha un primato nella storia italiana è infatti l’unico Referendum chiesto da almeno 5 consigli regionali fono ad ora.

 

Ma di fatto cosa siamo chiamati a decidere? Cosa prevedono le normative vigenti?

 

Dovremmo decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro 12 miglia dalla costa (circa 20KM), possano durare fino all’esaurimento del giacimento oppure essere prorogate fino al termine della concessione.

Ad oggi le norme consentono agli impianti di rinnovare periodicamente le proprie concessioni e quindi estrarre gas e petrolio fino al loro esaurimento naturale.

Gli italiani dovranno quindi decidere se metter fine a questa norma o lasciarla invariata. Il cambiamento come specificato ricadrà SOLO sulle piattaforme esistenti entro le 12 miglia e non su quelle di terra né su quelle oltre le 12 miglia dalla costa.

 

Votare SÌ/ Votare NO

 

Votando SÌ di fatto affermiamo di voler ABROGARE la norma in vigore e quindi esprimiamo la volontà che le piattaforme esistenti entro i 20KM dalla costa una volta terminate le concessioni smantellino le trivelle e smettano di estrarre gli idrocarburi anche se i giacimenti non sono completamente esauriti.

 

Votando NO affermiamo di voler MANTENERE la norma allo status quo esprimendo quindi la volontà di rinnovo delle concessioni per l’estrazione di gas e petrolio fino all’esaurimento naturale di questi ultimi.

 

PRO e CONTRO

 

Come in tutte le questioni ci sono le due “facce della medaglia”, per il SÌ, favorevoli quindi all’abrogazione della norma vigente, sono gli ambientalisti, i sostenitori delle energie rinnovabili e molti altri. Le motivazioni sono svariate e vanno dalla spinta di modernizzazione del nostro Paese ai danni causati da questi impianti nel mare e sulle coste.

 

Al contrario favorevoli al NO, per lasciare le cose così come oggi sono, troviamo il primo Ministro italiano insieme a parte del mondo politico che hanno invitato all’astensione, i poteri forti e naturalmente i rappresentanti delle maggiori società (ENI in testa) che posseggono gli impianti di estrazione.

Le loro motivazioni vanno dal danno economico che causerebbe una chiusura di questi impianti, dovendo poi l’Italia importare più idrocarburi, alla perdita di lavoro o al ricollocamento di molti operai.

 

Come in ogni referendum sia che vinca il Sì sia che vinca il NO c’è bisogno del raggiungimento del Quorum affinchè la consultazione popolare sia valida.

Purtroppo molti sono stati i Referendum Abrogativi che non hanno raggiunto il famigerato 50+1% delle partecipazioni come quelli del 1990,1997,1999,2000,2003,2005,2009.

 

Naturalmente noi non siamo qui per parteggiare per una delle due scelte ma ci sentiamo di chiedervi di ANDARE A VOTARE poiché sono già poche le volte in cui la politica ci consente di esprimere la nostra opinione e sarebbe davvero ignobile non raggiungere di nuovo il quorum per cui, sia che votiate Sì sia che votiate NO, ANDATE in quella cabina ed esprimete la vostra opinione, forse cambierà poco o nulla ma il voto è l’unica arma che abbiamo in questa Repubblica per affermare un posizione e non sfruttarla perché “non si crede più nella politica” è sventolare bandiera bianca davanti a quelle persone che ci hanno fatto o ci stanno facendo disamorare del nostro Paese.

 

 

 

 

 

 

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