Sab 7 Dicembre 2019
ANNO I

28 | novembre | 2016

Sì o No (2^ parte)

4- REFERENDUM, LEGGI ELETTORALI E LEGGI D’INIZIATIVA POPOLARE

 

 

-Leggi Elettorali:

 

Nelle leggi elettorali a qualsiasi livello (regionali,comunali,politiche) è introdotto il principio che regola l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.

 

 

 

-Leggi di iniziativa popolare:

 

Per le leggi di iniziativa popolare le firme necessarie alla presentazione del disegno di leggo passano da 50.000 a 150.000 ma i tempi di discussione dovranno essere certi e stabiliti dai regolamenti parlamentari;

 

 

 

-Referendum:

 

>Sono introdotti i referendum “propositivi” la cui disciplina sarà materia di successive leggi di attivazione;

 

-Per i referendum abrogativi :

 

>se richiesti da oltre 800.000 elettori saranno validi anche nel caso in cui voti la maggioranza dei votanti delle ultime elezioni politiche;

 

>se proposti da 500.000 elettori o da 5 consigli regionali rimane invariato il quorum della maggioranza degli aventi diritto;

 

 

 

 

 

 

 

5- ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E DEI GIUDICI DELLA CORTE COSTITUZIONALE:

 

-Presidente della Repubblica eletto dalle due camere senza più la presenza dei delegati regionali (in qualche modo rimpiazzati dal nuovo senato)

 

La maggioranza necessaria

 

 

 

 

COME È ADESSO COME SAREBBE SE LA RIFORMA VENISSE APPROVATA
 

PRIME 3 VOTAZIONI

 

2/3 dei voti

 

 

2/3 dei voti

 

 

DALLA 4^ ALLA 6^ VOTAZIONE

 

Maggioranza assoluta 50%+1

 

 

3/5 dell’assemblea

 

DALLA 7^ VOTAZIONE

 

Maggioranza assoluta 50%+1

 

 

3/5 dei votanti

(comprendono schede bianche e nulle, non comprendono gli astenuti)

 

 

 

 

-Giudici della corte costituzionale:

 

Rimangono 5 quelli eletti dal parlamento, ma l’elezione anziché avvenire a camere riunite per la nomina viene divisa; la camera elegge 3 giudici della corte mentre il senato ne elegge 2.

 

 

 

 

 

6- TITOLO V E TITOLO III DELLA COSTITUZIONE

 

-Titolo V

 

La riforma prosegue, sul titolo V, la strada avviata nel 2001 con la precedente r. costituzionale e la legge 56 del 7 aprile 2014 (legge Delrio). Per tanto le “province” vengono sostituite nella carta costituzionale dalle “città metropolitane” e i poteri di Stato e Regioni vengono disciplinati e separati.

Si nota un accentramento nella sfera statale; lo Stato può, nei limiti di legge, intervenire anche sulle decisioni che spetterebbero agli enti locali, in nome della tutela degli interessi nazionali. Vengono, di fatto, abolite le materie di legislazione “concorrente”. Le varie discipline vengono quindi nettamente divise, alcune spettano alle regioni altre allo stato centrale.

 

 

-Titolo III

 

Oltre alla fiducia del governo, di cui abbiamo parlato, vengono modificati gli articoli 97 e 99 della costituzione:

 

>ART. 97 Viene aggiunta la “TRASPARENZA” come principio nell’organizzazione degli uffici pubblici oltre ai già presenti di “imparzialità” e “ buon andamento” dell’amministrazione;

 

>ART. 99   Viene abrogato, con la conseguente soppressione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), organo consultivo del Governo, delle Camere e delle Regioni che ha anche potere di iniziativa legislativa nelle materie di propria competenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con questo concludiamo il nostro breve riassunto della riforma costituzionale, sperando di aver sciolto qualche vostro dubbio, rinnoviamo quindi l’invito al voto sperando in una partecipazione numerosa sul merito del provvedimento.

 

Buon voto a tutti

 

 

 

 

 

 

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