Sab 7 Dicembre 2019
ANNO I

06 | febbraio | 2017

IL RITORNO

In questi giorni stiamo assistendo a parecchie resurrezioni su ogni fronte politico. Non abbiamo ancora dimenticato l’ultimo governo messo alla porta, dopo il referendum dello scorso 4 dicembre, e già siamo in campagna elettorale; che fantastico Paese il nostro.

 

 

L’Italia, o meglio gli italiani, hanno uno spirito di reazione fantastico, al di sopra di ogni media europea o mondiale. Ma non solo quello, riusciamo a fare un passo in avanti e dieci all’indietro in un batter d’occhio; riusciamo a “rottamare” il “rottamatore” Renzi che voleva rottamare le vecchie anime del “centro-sinistra” e riesumare quest’ultime in una sola mossa. Non contenti di tutto ciò riesumiamo cadaveri politici anche sull’altra sponda.

 

 

Ed ecco che i prossimi candidati premier potrebbero essere D’Alema da un lato eBerlusconi dall’altro, o forse entrambi su uno stesso fronte, quel fronte che sa tanto di vecchio, di rancido, di seconda Repubblica;

 

 

ma come non dovevamo entrare nella quarta? O forse siamo ancora nella terza? Non siamo mai stati bravi con i conti, lasciamoli ai tedeschi e cerchiamo di mettere un po’ di ordine tra questi sciogli lingua di rottamatori rottamati e rottami riciclati senza nemmeno cambiar forma, repubbliche che vanno avanti e indietro disorientando noi umili mortali.

 

 

 

Il clima è quello di elezioni, non si sa quando, con quale legge elettorale e con quali coalizioni, ma tutti hanno una frenetica voglia di andare alle urne.

 

 

Prima del referendum ogni leader politico, dal Movimento 5 stelle , alla Lega Nord, passando per SEL e altri, affermava che per fare una legge elettorale e tornare subito a votare sarebbero bastate 48 h di discussione in Camera e Senato, oppure bastava aspettare la sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum e poi andare velocemente e immediatamente alle urne con qualsiasi legge, o rimasuglio di legge uscita viva dalla sentenza.

 

 

 

 

Da buoni italiani non ci siamo accontentati di una legge elettorale ma ne abbiamo ben due, una per ogni camera; peccato che le due discipline in materia di voto siano al quanto contrastanti tra loro e impediscano di votare allo status quo, ma questi sono dettagli.

 

 

 

 

Bai passando per un attimo il problema delle regole concentriamoci sui giocatori; qui la storia si fa al quanto divertente. Non ci sono coalizioni ben definite ma i personaggi sono molti e i loro nomi potrebbero suscitare in voi qualche déjà-vu ma non spaventatevi è solo un’impressione.

 

 

 

 

 

Partiamo da destra:

 

 

 

 

-Troviamo l’asse Salvini-Meloni che del populismo fanno la loro arma vincente e già sono scesi in piazza nelle scorse settimane per capire su cosa incentrare la campagna elettorale appena iniziata; se puntare sulla riforma Fornero, sugli immigrati o sulla secessione dell’Italia da euro ed Europa (amici del sud Italia potete stare tranquilli la secessione da “Roma-ladrona” è spot del passato adesso puntiamo a “Bruxelles-cattivona” o “Merkel-cicciona”)

 

 

 

 

 

-Passiamo al Centro-destra o alla “destra riformista” dove udite, udite il candidato premier potrebbe essere un giovincello alle prime armi, classe ’36, sembra che il suo nome sia Silvio Berlusconi, di lui si sa poco o nulla. I più anziani, quelli con la memoria a lungo termine ancora funzionante, ricorderanno qualche risatina tra i leader europei, un voto per dichiarare Ruby la nipote dell’ex presidente egiziano e qualche piccola vicenda giudiziaria a partire dalla P2 fino ad arrivare alla propria ineleggibilità su cui a breve si esprimerà la corte di Strasburgo. Ma passiamo ai temi, questo nuovo leader del centro-destra afferma di poter essere l’unico a portare il nostro Paese fuori dalla crisi, la stessa che nel 2009 affermava non esserci, dati i ristoranti sempre pieni. Ma probabilmente nessuno lo ricorderà.

 

 

 

 

 

-Arriviamo al “centro” con vari piccoli partiti tra cui spicca quello del Ministro Alfano, ex pupillo di Berlusconi, parte integrante dei governi Renzi e Gentiloni. Lui che intenzioni ha? Non è chiaro, probabilmente non ha nemmeno capito che si dovrà andare a votare per cui lo lasciamo al suo dicastero, speranzosi che possa prendere la sua pensione o che la soglia di sbarramento della prossima legge elettorale non sia troppo bassa da impedirgli di risedere su qualche poltroncina a Montecitorio.

 

 

 

 

 

 

 

-Eccoci finalmente al “centro-sinistra” qui la partita si fa interessante, come noto a tutti il PD ha il monopolio di questa parte di coalizione, ma al suo interno, dopo la rottamazione di Renzi (ancora ufficialmente segretario del partito), la minoranza “dem” è tornata a fare comizi in piccoli teatri, o meglio salette, affollate di vecchietti che tanto fanno pensare a quelle belle gite organizzate dall’ex PDL (Popolo delle libertà) per riempire gli ultimi imbarazzanti interventi di Berlusconi negli anni tristi del decadimento. Sul palco però questa volta non c’era il leader di Forza Italia bensì un altro uomo, mai stato leader di nulla, ma spesso burattinaio di molti, un certo Massimo D’Alema.

 

 

Anche qui c’è bisogno dei più anziani per tracciare un profilo di questo signore, sempre stato onorevole ma mai al governo per più di 2 anni. Due volte primo ministro in governi che in totale hanno occupato Palazzo Chigi per soli due anni dal 1998- al 99 e poi dal 99 al 2000; successivamente ha rivestito il ruolo di vicepresidente del consiglio e ministro degli esteri nel governo Prodi II anch’esso finito in soli due anni. Possiamo quindi affermare con una certezza, direi quasi matematica, che D’Alema non è mai riuscito a completare nemmeno un incarico, è stato leader o vice di tre governi, tutti caduti in meno di due anni ci sarà qualche nube di sfortuna intorno a lui?! O forse il suo potere distruttivo è più forte di quello costruttivo?!

 

 

 

 

Queste chiaramente sono congetture e le nostre ipotesi di pura fantascienza, ma la sua discesa in campo potrebbe invece essere realtà; lo stesso onorevole ha, infatti, affermato che se Renzi dovesse proseguire su questa linea politica lui, in prima persona, e i suoi seguaci fonderebbero un nuovo gruppo politico scisso dal PD che potrebbe addirittura arrivare a prendere il 10% delle preferenze alle elezioni. Una percentuale che per uomini come D’Alema, Speranza, Cuperlo, Bersani sarebbe una grande vittoria poiché, consentirebbe loro di mantenere il proprio posto a sedere sulle poltrone della Camera, senza però dover sottostare alla linea di un partito e di un leader che li vorrebbe rottamare.

 

 

 

 

Se questa scissione non dovesse esserci e il congresso fosse anticipato, potremmo trovarci a dover affrontare primarie del PD che da un lato vedrebbero sicuramente Renzi e dall’altro? Chissà, forse lo stesso D’Alema, che, in effetti, non è mai riuscito a far cadere un governo guidato dal PD, tanto per arricchire la propria bacheca dei trofei; oppure Bersani che ha già ricoperto questo ruolo non riuscendo a formare un governo nonostante la vittoria alle urne del 2013. Vedremo…

 

 

 

 

 

-Saltando i partiti che si definiscono a “sinistra” come SEL, che altro scopo non hanno se non quello di rimanere eternamente in opposizione a qualsiasi governo, si arriva al Movimento 5 stelle.

 

 

 

 

 

Il movimento non è entrato totalmente nella campagna elettorale, forse ancora distratto dal caso Raggi che sembra non aver fine. Qualcuno però ha già iniziato il tour nelle piazze per potersi accaparrare almeno l’affetto dei fan-cittadini, Luigi Di Maio , infatti, ormai da settimane viaggia da nord a sud in cerca di consensi, gioca d’anticipo su Di Battista e company impegnati nella difesa del fortino romano. Chiaramente tutto smentito dal quartier generale, perché il candidato premier non è stato scelto e saranno come sempre gli iscritti al movimento a votarlo sul web. La linea ufficiale è “andiamo a votare con qualsiasi legge elettorale” simile a quella di Salvini il che potrebbe spaventare un po’, ma state tranquilli sono gli stessi che chiedevano una legge elettorale perfetta agli scorsi governi, con liste non bloccate, capilista scelti dai cittadini ecc…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma cari italiani se qualcuno di voi nauseato dalla campagna elettorale del referendum pensava di essersi liberato finalmente della propaganda a tutte le ore del giorno e della notte, su tutti i canali tv, social, giornali mi spiace ma siamo di nuovo in campo, si dovrà votare ancora e di conseguenza i prossimi mesi saranno pieni di nuovi spot, nuovi comizi e soprattutto nuove e vecchie promesse. Godetevi la pausa di Sanremo, almeno per qualche settimana sentirete parlare solo di canzoni e grandi somme di denaro, ma non date ai politici, bensì a qualche attore o show men.

 

 

 

 

 

E ricordate se dovesse vincere D’Alema probabilmente la pausa tra una campagna elettorale e l’altra, visti i precedenti, potrebbe non essere di 5 anni ma durare un po’ meno 😛

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Nome*

Commento