Sab 7 Dicembre 2019
ANNO I

20 | dicembre | 2017

Festival elettorale/campagna di Sanremo

Ci siamo, o meglio ci RISIAMO!…

 

 

…In piena campagna elettorale, se mai ne fossimo usciti. Con il Natale alle porte e a soli tre mesi dalle elezioni, la data prevista dovrebbe essere quella del 4 marzo, la lotta è ormai entrata nel vivo. Le camere dovrebbero sciogliersi entro la fine del 2017 tra il 27 ed il 29 dicembre con l’approvazione della legge di bilancio dovrebbe quindi cconcludersi il lavoro del governo Gentiloni.

Già da mesi ormai si ragiona su eventuali schieramenti, fronti ed alleanze, in funzione della nuova legge elettorale (che analizzeremo nelle prossime settimane). In Italia siamo abituati a campagne del fango, insulti e toni tesi, ma questa volta le strategie dovranno essere molto più sottili per convincere la maggioranza dell’elettorato a tornare alle urne. Quasi la metà degli aventi diritto, infatti, dichiara ad oggi di non aver intenzione di votare, dato confermato dalle varie elezioni regionali e comunali che si sono succedute durante il mandato di quest’ultimo governo. Non basterà quindi insultarsi a vicenda ed etichettare gli avversari come “brutti e cattivi” ma ci sarà bisogno di una campagna elettorale sui temi, soprattutto volta ad infondere negli italiani un po’ di “fiducia” per questa classe politica. L’italiano medio oggi non è indeciso su chi votare ma è convinto di non voler votare! Preoccupante sarebbe vedere eletto un governo scelto da meno della metà dei possibili votanti, un po’ come negli USA del resto.

 

 

Non ci si prepara soltanto alle elezioni ma in questi giorni sono usciti anche i nomi di altri grandi Big, quelli di Sanremo, sembrerà azzardato ma le distanze non sono poi così ampie.

 

 

Cerchiamo di fare un po’ di ordine e dare un’idea generale di quel che succederà o che sta succedendo.

 

 

 

Abbiamo tre fondamentali categorie in cui racchiudere i vari protagonisti:

 

 

 

-Le mummie che ritornano, più imbalsamate e fresche che mai

 

Ecco resuscitare il grande leader del centro-destra, che elezioni sarebbero senza Berlusconi?! Più in forma che mai è tornato a promettere meno tasse, e questa volta a puntare sugli anziani, giacché le nipoti di Mubarack sono oramai divenute donne e quindi non più interessanti. A soli 81 anni compiuti il cavaliere di Arcore è del resto più credibile tra i suoi coetanei, a cui sta destinando l’attenzione maggiore del programma elettorale, del resto siamo in un Paese anziano, chissà che non sia la mossa vincente. Ma correrà con la Lega? Questo il nodo da sciogliere, al contrario del ’94 questa volta potrebbe essere Forza Italia la stampella del Carroccio e non viceversa. I sondaggi danno i due partiti testa a testa. Non è difficile il paragone con i Pooh, Facchinetti e Fogli che tornano a cantare insieme, ma l’ex premier ha una novità, non c’è più il caro vecchio Umberto, Matteo assomiglia più a Francesco Facchinetti che a Roby. L’ex presidente del Consiglio non potrà personalmente sedere a Palazzo Chigi per la sentenza che glielo vieta per cui un altro dei nodi da sciogliere sarà il nome del candidato Premier.

La vera originalità però è proprio la “nuova” discesa in campo di Silvio Berlusconi, un po’ come Ron o la Vanoni a Sanremo, chissà cosa canteranno.

 

 

 

 

 

-Le solite divisioni

 

Anche qui non ci sono grandi novità, le solite scissioni a sinistra che lasciano tanti dubbi e un’unica certezza, la sconfitta! Renzi prosegue da solo, come sempre, senza mai voltarsi indietro, non notando che il treno su cui ha viaggiato continua a perdere vagoni, dopo la sinistra Dem con D’Alema, Bersani, Speranza, Civati e company esce dal PD il presidente Grasso fondando un nuovo partito alla sinistra del Partito Democratico. Tutti a sinistra di qualcosa in quest’Italia che di sinistra non vede nulla dal 1984. Band con visi e canzoni già sentite che continuano a sciogliersi, un po’ come Elio e le storie tese che sul palco di Sanremo formalizzeranno la scissione.

 

 

 

-Le new , nemmeno tanto, entry

 

Le nuove coppie, quelle formate da personaggi conosciuti, ma non vecchi, che decidono di correre insieme. Si parte da Metal e Moro sul palco dell’Ariston e si arriva a Di Maio- Di Battista a Roma. Almeno qui una certezza c’è, il leader o meglio il candidato premier Luigi Di Maio. Il compagno di banco Romano tornerà invece a vita privata, a suo dire per dedicarsi al nascituro. Anche qui le malelingue si scatenano c’è chi pensa che Di Battista sia uscito dal Movimento dopo lo sgambetto della candidatura dall’alto del candidato premier; altri pensano invece che voglia tenere il suo “secondo mandato” per le prossime elezioni in cui Di Maio, stando alle regole dei penta-stellati, non potrà candidarsi. Ma polemiche a parte i cinque stelle sono il primo partito in Italia, anche se con l’attuale legge elettorale questo potrebbe non bastare. Chiaramente, nemmeno a dirlo, alleanze ZERO come da programma, questo potrebbe condizionare non poco la seduta sui banchi dell’opposizione dei deputati grillini. Su alcune questioni non si cambia idea: mai alleati con i “partiti”! Su alcune sia chiaro, su altre è un attimo candidare un politico di professione non proprio “meritocratico” o fare “webarie” senza poi tanta scelta. Ma siamo davvero curiosi di capire se questa campagna elettorale, questa canzone, sarà la solita che richiama il genere già visto e sentito o se al contrario sarà un’assoluta novità.

 

 

 

 

 

 

Un piccolo e spassionato consiglio, in questi giorni di festa spegnete la tv, sedetevi a tavola e godetevi amici e parenti, possibilmente senza parlare di politica.

 

 

I primi mesi del 2018 vi sembreranno infiniti ma non preoccupatevi marzo alla fin fine è vicino.

 

 

 

Buone Feste a tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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