LA COERENTE INCOERENZA

Eccoci di nuovo qui, in piena campagna elettorale. Vi era mancato tutto questo vero?! Nei prossimi mesi analizzeremo insieme le varie mosse dei diversi schieramenti politici e, come sempre, cercheremo di illustrare i fatti recenti senza usare il “politichese”.

 

 

 

Fatta questa breve premessa, partiamo subito forte, domenica 5 novembre come tutti saprete si sono svolte le elezioni in Sicilia. La vittoria questa volta è del candidato di “centro-destra” Nello Musumeci, che con il 40% circa delle preferenze ha mosso parecchi equilibri politici. Il neo presidente della regione era sostenuto da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia ed altri.

 

 

La destra vince in Sicilia, e subito si paragona questo voto a quello nazionale del prossimo marzo; per le varie forze politiche, infatti, questo rappresentava un importante test con lo scopo di sondare realmente e sul campo il pensiero degli elettori. Non dobbiamo dimenticare che parliamo di una regione a statuto speciale, e di tutti i problemi che il sud, e la Sicilia in particolare sono ancora costretti ad affrontare; possiamo comunque trarre qualche dato interessante.

 

Partiamo dalle vittorie, chiaramente quella più netta è della destra che nonostante si parli di SICILIA è riuscita, con liste come la LEGA (e non più lega NORD da qualche settimana), a vincere. Altro grande traguardo quello del Movimento 5 stelle che è a tutti gli effetti primo partito nella regione e si attesta a circa il 34% delle preferenze.

 

Passiamo agli sconfitti, in primo luogo la politica in generale registra un’enorme disfatta, considerando che circa il 53% degli aventi diritto ha scelto di non votare. Passiamo ai partiti e alle coalizioni, grande sconfitta è certamente la “sinistra” che il popolo siciliano ha deciso di non investire di nuovo, data l’esperienza del governatore uscente; insieme ad essa il ministro Alfano, parte della coalizione nonché siciliano d’origine, che al contrario di come si paventava non ha spostato grandi percentuali di voto, o almeno lo ha fatto ma per i suoi avversari di questa volta. Come sempre nel nostro Paese non si usa telefonare al neo eletto e augurargli buon lavoro ma prima di tutto si corre a gridare ai brogli, al complottismo, noi lasciamo cadere queste sterili polemiche e ci occupiamo di altro.

 

 

 

Arriviamo al tema di questo breve pezzo, il discusso ritiro dell’On. Di Maio dal famoso confronto con il segretario del Pd Renzi.

 

Facciamo un passo indietro, il 2 novembre il candidato premier del Movimento 5 Stelle aveva sfidato via Twitter Matteo Renzi ad un confronto TV, il segretario del PD non aveva fatto attendere la sua risposta dichiarando che la prima data utile sarebbe stata quella di martedì 7 novembre lasciando libera scelta sulla trasmissione che li avrebbe ospitati. Dopo numerose polemiche per non aver scelto la Rai, il grillino aveva indicato la trasmissione di Giovanni Floris DìMartedì su La7.

 

 

Lunedì 6, a soli quattro giorni dalla proposta l’On. (forse non tanto onorevole) Di Maio ha affermato che non avrebbe più partecipato al confronto TV poiché, a suo dire, Renzi, avendo perso le elezioni regionali in Sicilia, non è più il candidato premier del Partito Democratico.

 

 

Cerchiamo di analizzare questa vicenda, lasciamo da parte la reazione del web a tale “brutta figura”, per usare un eufemismo.

 

Da subito le reazioni all’interno del Movimento 5 stelle erano state dure nei confronti del loro candidato premier definito “troppo precipitoso” . C’è quindi chi pensa che l’ordine di annullare il faccia a faccia sia arrivato dai vertici del movimento.

 

Certo è difficile pensare che l’On. Di Maio investito (più o meno) dal popolo del web si faccia “comandare a bacchetta” e se così fosse sarebbe al quanto inquietante pensare che ci sia ancora un leader supremo, un burattinaio che tira le fila da dietro le quinte.

 

L’altra ipotesi è quella della coerenza, del resto i “grillini” hanno sempre criticato la TV come mezzo di propaganda politica, questi sporchi giornalisti che tagliano e incollano servizi, dichiarazioni, interviste manipolando le menti delle persone, per tanto il neo candidato premier avrà pensato bene, dopo aver scelto trasmissione e rete televisiva per garantire imparzialità, di rinunciare al dibattito.

 

 

La “scusa” ufficiale è che Renzi non sarebbe più il candidato premier del PD, questa si è che una grande notizia! Di Maio resta il candidato premier del Movimento pur avendo sfidato nessuno alle “webarie” (nessuno dei big del partito ma solo piccoli attivisti presentati tanto per) e comunque effettivamente perso le elezioni siciliane; mentre Matteo Renzi, dimessosi dopo il referendum, senza alcun precedente (non solo da premier ma anche da segretario del partito), indetto nuove primarie con veri sfidanti e vinto le stesse poiché ha perso le elezioni in Sicilia, non è più il candidato premier.
A leggerla così sembra una barzelletta ma è pura realtà e pensate cari amici che siamo solo all’inizio della campagna elettorale chissà quante risate ci faremo in questi mesi…

 

 

 

La verità è che forse in fondo in fondo Di Maio ha ragione, Renzi ci ha abituato ad una coerenza nuova, dimettendosi dopo il referendum ha creato un precedente che può essere usato contro di lui. La domanda sorge spontanea, se oggi Renzi per assurdo si dimettesse chi lo sfiderebbe a nuove primarie? E soprattutto chi le vincerebbe?!

 

 

 

Forse, la butto lì, il Movimento 5 Stelle non ha veri temi da discutere in un salotto TV con un candidato premier, perché alla fine di tutta la storia questo programma non lo abbiamo mai visto; parlano molto di onestà, come dimostrato a Roma; di trasparenza e voce al popolo, come dimostrato nell’investitura dall’alto dello stesso Di Maio; di rinnovo e pulizia delle istituzioni, di meritocrazia e non politici di professione, “eleggendo” un leader non propriamente “meritocratico” che nella vita in sostanza ha solo fatto politica…. quando li sentiremo confrontarsi davvero con qualche sfidante?

 

 

Ma del resto se davvero il candidato premier grillino diserterà il confronto sarà stato coerente con l’incoerenza del suo “movimento”.

 

 

 

 

 

 

 

 

…e poi tutta questa polemica ma perché nessuno considera il povero Silvio?! Lui non lo vuole sfidare nessuno in tv?