Sì o No (2^ parte)

4- REFERENDUM, LEGGI ELETTORALI E LEGGI D’INIZIATIVA POPOLARE

 

 

-Leggi Elettorali:

 

Nelle leggi elettorali a qualsiasi livello (regionali,comunali,politiche) è introdotto il principio che regola l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.

 

 

 

-Leggi di iniziativa popolare:

 

Per le leggi di iniziativa popolare le firme necessarie alla presentazione del disegno di leggo passano da 50.000 a 150.000 ma i tempi di discussione dovranno essere certi e stabiliti dai regolamenti parlamentari;

 

 

 

-Referendum:

 

>Sono introdotti i referendum “propositivi” la cui disciplina sarà materia di successive leggi di attivazione;

 

-Per i referendum abrogativi :

 

>se richiesti da oltre 800.000 elettori saranno validi anche nel caso in cui voti la maggioranza dei votanti delle ultime elezioni politiche;

 

>se proposti da 500.000 elettori o da 5 consigli regionali rimane invariato il quorum della maggioranza degli aventi diritto;

 

 

 

 

 

 

 

5- ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E DEI GIUDICI DELLA CORTE COSTITUZIONALE:

 

-Presidente della Repubblica eletto dalle due camere senza più la presenza dei delegati regionali (in qualche modo rimpiazzati dal nuovo senato)

 

La maggioranza necessaria

 

 

 

 

COME È ADESSO COME SAREBBE SE LA RIFORMA VENISSE APPROVATA
 

PRIME 3 VOTAZIONI

 

2/3 dei voti

 

 

2/3 dei voti

 

 

DALLA 4^ ALLA 6^ VOTAZIONE

 

Maggioranza assoluta 50%+1

 

 

3/5 dell’assemblea

 

DALLA 7^ VOTAZIONE

 

Maggioranza assoluta 50%+1

 

 

3/5 dei votanti

(comprendono schede bianche e nulle, non comprendono gli astenuti)

 

 

 

 

-Giudici della corte costituzionale:

 

Rimangono 5 quelli eletti dal parlamento, ma l’elezione anziché avvenire a camere riunite per la nomina viene divisa; la camera elegge 3 giudici della corte mentre il senato ne elegge 2.

 

 

 

 

 

6- TITOLO V E TITOLO III DELLA COSTITUZIONE

 

-Titolo V

 

La riforma prosegue, sul titolo V, la strada avviata nel 2001 con la precedente r. costituzionale e la legge 56 del 7 aprile 2014 (legge Delrio). Per tanto le “province” vengono sostituite nella carta costituzionale dalle “città metropolitane” e i poteri di Stato e Regioni vengono disciplinati e separati.

Si nota un accentramento nella sfera statale; lo Stato può, nei limiti di legge, intervenire anche sulle decisioni che spetterebbero agli enti locali, in nome della tutela degli interessi nazionali. Vengono, di fatto, abolite le materie di legislazione “concorrente”. Le varie discipline vengono quindi nettamente divise, alcune spettano alle regioni altre allo stato centrale.

 

 

-Titolo III

 

Oltre alla fiducia del governo, di cui abbiamo parlato, vengono modificati gli articoli 97 e 99 della costituzione:

 

>ART. 97 Viene aggiunta la “TRASPARENZA” come principio nell’organizzazione degli uffici pubblici oltre ai già presenti di “imparzialità” e “ buon andamento” dell’amministrazione;

 

>ART. 99   Viene abrogato, con la conseguente soppressione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), organo consultivo del Governo, delle Camere e delle Regioni che ha anche potere di iniziativa legislativa nelle materie di propria competenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con questo concludiamo il nostro breve riassunto della riforma costituzionale, sperando di aver sciolto qualche vostro dubbio, rinnoviamo quindi l’invito al voto sperando in una partecipazione numerosa sul merito del provvedimento.

 

Buon voto a tutti

 

 

 

 

 

 

Sì o No (1^ parte)

Domenica 4 Dicembre gli italiani saranno chiamati di nuovo alle urne, questa volta non per eleggere qualcuno bensì per decidere di approvare o meno la “Riforma Costituzionale”.

Sarà il terzo referendum costituzionale della storia repubblicana, dopo quello del 2001 e del 2006.

 

In questo e nel prossimo articolo cercheremo di riassumere i punti fondamentali della riforma “Renzi-Boschi”, in modo da fornirvi un’idea generale sui concetti principali del testo.

Non entreremo troppo nei dettagli, soprattutto del titolo 3^ e del titolo 5^, per evitare tecnicismi e per rimanere coerenti con il nostro concetto di “parlare di politica(politicando) senza usare il politichese”.

Chiaramente cercheremo di essere il più obiettivi possibile, poiché il nostro scopo è quello di informare e non di parteggiare per un fronte o per l’altro. L’unico invito che ci permettiamo di porvi è quello di ANDARE A VOTARE, convinti che ilnon-voto serva a poco.

 

 

Divideremo quindi in 6 punti totali i concetti base che la riforma andrebbe a modificare in caso di approvazione. Ci concentreremo quindi sulla modifica degli articoli: 55,57,70,94,114,117 della Carta Costituzionale.

 

 

Prima di entrare nel merito esprimiamo qualche banale concetto riguardante il referendum, chiaramente essendo un voto “confermativo” non ci sarà bisogno del famigerato “quorum”, quindi l’espressione delle urne sarà presa in considerazione a prescindere di quanti italiani decideranno di votare.

 

La scheda sarà composta dal quesito e da due caselle: quella del SI e quella del NO.

Vota “SI” chi vuole approvare e quindi rendere esecutiva la riforma;

vota “NO” chi vuole lasciare la Costituzione così com’è senza apportarvi modifiche.

 

Entriamo nel dettaglio dei cambiamenti più significativi.

 

 

 

COSA CAMBIA REALMENTE:

 

 

 

1- FINE DEL BICAMERALISMO PERFETTO/PARITARIO

 

>La Camera dei Deputati diviene l’unica camera ad esercitare pieno potere legislativo e l’unica a votare la fiducia al Governo.

 

>Si accelerano, in parte, i tempi di approvazione dei Decreti Di Legge proposti dal Governo: i DDL dovranno essere votati e discussi entro un massimo di 90 giorni TOTALI (5 giorni per l’inserimento del DDL nell’ordine del giorno, 70 di discussione, 15 di possibile rinvio) sono però escluse da tale provvedimento detto “a data certa” le materie di competenza di entrambe le camere.

 

 

 

 

 2- UN NUOVO SENATO

 

> Senato che riduce da 315 a 100 i senatori.

 

> Il mandato dei Senatori coinciderà con quello delle giunte da cui sono stati eletti e quindi non più con le elezioni politiche nazionali, che riguarderanno soltanto la Camera dei Deputati.

 

>Senatori così divisi:

 

-5 di nomina presidenziale (non più “a vita” ma in carica 7 anni”)

 

-74 eletti nei consigli regionali (con elezione di secondo grado, cioè eletti dagli stessi consigli)

 

 

-21 eletti tra i sindaci dei vari territori, uno per regione, (con elezione di secondo grado, cioè eletti dagli stessi consigli)

 

 

I 95 senatori sono eletti proporzionalmente, per regione, secondo i dati dell’ultimo censimento:

 

 

REGIONE ABITANTI SENATORI
Piemonte 4.363.916 7      (6+1 Sindaco)
Valle d’Aosta 126.806 2      (1+1 Sindaco)
Liguria 1.570.694 2      (1+1 Sindaco)
Lombardia 9.704.151 14  (13+1 Sindaco)
Prov Bolzano 504.643 2      (1+1 Sindaco)
Prov Trento 524.832 2      (1+1 Sindaco)
Veneto 4.857.210 7     (6+1 Sindaco)
Friuli-V.Giulia 1.218.985 2      (1+1 Sindaco)
Emilia-Romagna 4.342.135 6      (5+1 Sindaco)
Toscana 3.672.202 5      (4+1 Sindaco)
Umbria 884.268 2      (1+1 Sindaco)
Marche 1.541.319 2    (1+1 Sindaco)
Lazio 5.502.886 8    (7+1 Sindaco)
Abruzzo 1.307.309 2    (1+1 Sindaco)
Molise 313.660 2    (1+1 Sindaco)
Campania 5.766.810 9   (8+1 Sindaco)
Puglia 4.052.566 6    (5+1 Sindaco)
Basilicata 578.036 2    (1+1 Sindaco)
Calabria 1.959.050 3    (2+1 Sindaco)
Sicilia 5.002.904 7    (6+1 Sindaco)
Sardegna 1.639.362 3    (2+1 Sindaco

 

 

 

>I senatori mantengono l’immunità parlamentare e il divieto di vincolo di mandato.

 

>Ai senatori non spettano più indennità per il ruolo ma potrebbero ricevere eventuali rimborsi-spese non ancora definiti.

 

 

>Rimane in piedi la carica di “senatori a vita” per i Presidenti della Repubblica emeriti.

 

>Svanisce l’elettorato attivo e passivo per il senato, i senatori verranno eletti dai consigli regionali negli stessi consigli e il limite di età per l’eleggibilità si abbassa di conseguenza da 40 anni a 18 anni (poiché qualsiasi membro dei consigli regionali può divenire senatore)

 

>Il senato avrà potere consultivo, potrà quindi visionare le leggi in esame alla Camera e proporre eventuali modifiche, ma spetterà alla Camera dei Deputati la pronuncia definitiva; i tempi per l’esaminazione della legge si accorciano, il Senato avrà quindi 10 giorni per esaminare il testo e 30 per proporre eventuali modifiche.

 

>Ciascun senatore conserva la facoltà di presentare proposte di legge su ogni materia; inoltre il Senato a maggioranza assoluta può chiedere l’esame della Camera che ha 6 mesi per pronunciarsi.

 

>Il nuovo Senato assorbe in qualche modo i compiti delle province, divenendo quindi un organo di raccordo e rappresentanza delle realtà locali con lo Stato.

 

 

 

 

 

3- CAMERA E SENATO INSIEME PER DECIDERE…

 

Restano di competenza di entrambe le camere:

 

>Leggi di revisione costituzionale e altre leggi inerenti la Carta Costituzionale

 

>Leggi che riguardano l’ineleggibilità dei Senatori e l’elezione del Senato stesso

 

>Leggi per la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum, le consultazioni popolari, ecc…

 

>La ratifica dei trattati Italia-Unione Europea

 

>Leggi sull’ordinamento degli enti territoriali e i loro rispettivi rapporti con lo Stato

 

 

 

 

 

CONTINUA…