Senza vergogna!

Da poco iniziata, la campagna referendaria, che terminerà con il voto dei cittadini a ottobre sulla riforma costituzionale, ha già sfoderato le migliori/peggiori carte sul campo di battaglia ed infiammato le polemiche più aspre.

 

Dalla critica scatenata per l’intervento di Bianca Berlinguer, direttrice del TG3 e primogenita dello storico leader del PCI Enrico Berlinguer, che difendeva il giornalista Massimo Franchi a seguito del provvedimento disciplinare che i vertici de L’Unità gli avevano inflitto alla polemica sulle parole della ministra Boschi sui partigiani “quelli veri” che voteranno, a suo dire, a favore della riforma che costituzionale. Ed eccone già un’altra all’orizzonte.

 

Che le campagne politiche in Italia siano sporche e pronte a giocare qualsiasi mossa pur di vincere è storia vecchia e certo non ci stupisce. Ma con il passare del tempo, soprattutto negli ultimi due o tre anni il clima sta degenerando anche nel centro-sinistra estraneo (o di certo meno partecipe del centrodestra) a colpi di così basso profilo.

Certo negli ultimi tempi episodi come quello che hanno spinto la Berlinguer ( intervenuta soltanto una volta nei 32 anni dalla scomparsa del padre ) a scrivere pubblicamente per difendere la libertà di un commento del tutto personale del collega Franchi , e a dirla tutta nemmeno troppo lontano dal reale (forse proprio per questo censurato), non hanno certo giovato all’immagine di quello che dovrebbe essere un Partito DEMOCRATICO e che sempre più sembra indossare le vesti di un Partito Delle poche Libertà.

 

Torniamo alla campagna per il referendum che chiamerà alle urne gli italiani a decidere su un provvedimento di grande importanza per il futuro della politica e non solo.

 

Il PD chiaramente schierato per il “Sì” ha già iniziato una campagna a tappeto, approfittando degli impegni istituzionali il Premier e segretario del Partito Democratico ha ribadito più volte la necessità di questo voto ad ottobre e dell’approvazione di una riforma dalla portata storica.

 

L’ultima trovata non è stata certo di buon gusto ed ha chiaramente suscitato lo sdegno e l’ira di chi conosce la storia che c’è dietro i volti USATI a scopo promozionale del tutto fuori luogo. C’è da precisare che il PD ha smentito di aver creato i manifesti in questione attribuendoli a qualche militante che li ha postati in rete, stampati e tappezzato le città.

 

Questi i poster incriminati:

 

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Frasi estrapolate dal proprio contesto e incollate al fianco di chi le pronunciò parecchi anni fa in un clima diverso, su un tipo di riforma diversa e chiaramente in uno scenario politico che nulla aveva da invidiare a quello di oggi. Parliamo dello storico PCI, quello degli anni d’oro condotto da Enrico Berlinguer, Nilde Iotti (anche presidente della Camera dei Deputati), che vedeva tra i massimi esponenti del partito persone come Giorgio Napolitano, Pietro Ingrao, Luigi Longo e molti altri.

Questi i volti che rappresentavano la SINISTRA italiana e non solo, grandi esponenti politici lontani anni luce da un partito come il PD.

 

Detto ciò passiamo ai volti strumentalizzati che sono appunto quelli di Ingrao e della Iotti, scelte interessanti e certo non prive di fondamento. Oltre ad esser stati grandi politici e ad aver avuto un gran consenso popolare e contribuito a costruire l’idea della sinistra (nell’accezione bella del termine), sono stati chiaramente coinvolti nel dibattito politico-istituzionale del famoso “bicameralismo”. Nel 1981 infatti il PCI alla chiusura della stagione del “compromesso storico” (saltato di fatto con l’omicidio di Moro) dopo mesi di discussione interna, pubblicò su “L’Unità” la “proposta economica del PCI”, in questo documento tra i vari temi veniva affrontato quello della necessità di riforme strutturali tra cui il superamento del bicameralismo e la necessità di un’unica assemblea parlamentare.

 

 

Ingrao fu il primo comunista eletto nel 1976 Presidente della Camera dei deputati in un clima di certo non facile, al termine del mandato lasciò il posto a Nilde Iotti prima donna a rivestire questo incarico nella storia repubblicana italiana. Si tratta quindi di personaggi non solo fondamentali per la politica ma anche investiti di cariche istituzionali non da poco.

 

Chi ha pubblicato e creato questi manifesti non è quindi uno sprovveduto militante estremista, ma di certo qualcuno che conosce bene la storia di questi personaggi, il consenso unanime che li caratterizza e la storia politica di una donna come la Iotti che tra i vari successi può vantare quello di esser stata eletta come membro della Costituente e aver rivestito il ruolo di segretario della stessa dal febbraio 1947.

 

Questa propaganda era quindi mirata ad esprimere un messaggio sottile cioè:

persone che la Costituzione l’hanno scritta, vissuta e lavorato per modificarla sarebbero certamente concordi ad una riforma come quella proposta dal governo Renzi.

 

Gli autori di questi poster hanno quindi voluto riesumare morti e la loro storia mettendo loro in bocca delle parole mirate al voto del “Sì” per questo referendum.

 

Visto che ci stiamo illudendo di poter sapere cosa avrebbero votato personaggi illustri della politica italiana trent’anni dopo la presentazione del progetto del PCI e circa settant’anni dopo la stesura della Costituzione è forse il caso di fare altre riflessioni, del tutto ipotetiche e fantasiose (ma forse meno di quelle insinuate da questi manifesti).

 

Probabilmente, se persone come Nilde Iotti, Pietro Ingrao, Enrico Berlinguer fossero qui oggi non esisterebbe un PD, non immagineremmo nemmeno lontanamente un governo con l’appoggio di Verdini, non ci sarebbe una politica marcia e sporca tanto da censurare un giornalista che sul proprio profilo Twetter esprime una personale opinione,non ci sarebbe bisogno di distinguere tra partigiani veri e meno veri, probabilmente con Nilde Iotti seduta sulla sedia della Boldrini e Ingrao o Berlinguer a posto di Renzi non ci sarebbe nemmeno bisogno di fare un referendum.

 

Ma queste sono fantasiose supposizioni di un mondo che non c’è e non ci sarà mai, per cui lasciamo riposare i defunti che hanno impegnato la propria vita per dare una Costituzione a questo Paese e difenderla da attacchi impropri, lasciamoli riposare con la storia che LORO si sono costruiti, con la reputazione che LORO hanno difeso sempre e smettiamo di usare i LORO successi perché non abbiamo esempi positivi da stampare sui manifesti oggi.